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Andrè"Il viaggiatore viaggia solo, e non lo fa per tornare contento: lui viaggia perchè di mestiere, ha scelto il mestiere di vento" Benvenuto nel mio Spaces!
October 30 partenzeMa quant'è difficile fare le valige!
Ho la camera invasata da milioni di scatole vestiti libri tutti sparsi questo va qua questo va la aaaaaaaaaaa!
E affolano ricordi di altre partenze, altre valige, altre scelte che sembravano grandi... grandi... ENORMI... ma che sono passate anche quelle, anche quella è strada fatta, e forse non ho riso e cantato in tutte le difficoltà, ma ora sorrido ripensando a come cambiano le cose, le prospettive... A come un Padre per i proprio Figli prepara il meglio, anche se loro non lo sanno e si accontentano.
Ma no, scavare, cercare, scegliere, soffrire... e poi sorridere, ridere, gioire.
Ma va bene, questa è forse la parte divertente, con una buona musica sotto, la pioggia che batte sui vetri "Non potresti fare nulla di diverso stamattina, ANdrea. é la mattina giosta questa Andrea. E' arrivata la mattina giusta, Andrea." mi dice la pioggia sui vetri...
E tutto a nascondere un po' di paura, un magone che sta li sotto, "ma questo lo porto?!" mi giro "Ma questo mi servirà ancora?!" mi rigiro .
Così.
Si cresce, si diventa "altro" da ciò che si era, o da ciò che si credeva di essere, e persino da ciò che si credeva di voler essere.
Si diventa se stessi.
Che piaccia o no.
A me piace. October 15 mi sento un catoricioStamattina sono così, con la gola in fiamme, hai presente come quando deglutisci e ti fa mele fino alle orecchie?, ecco, così.
E poi il collo, oddio il collo! Mi fa super male sia che sto fermo sia che mi muovo, insomma mi fa male sempre. Ho bisogno di un fioterapista bravo che mi aiuti un attimo a resuscitare.
E poi inizia una nuova settimana, sono qui che penso al lavoro ai soldi, lo so che è triste, non è da me, bisogna fidarsi, ma in sto periodo di grandi novità, di grandi scelte, ci sono anche grandi pare, lo sappiamo tutti come vanno queste cose.
Va be.
Allo studio invece dovrei pensarci un po' di più, e così mi trovo ora con un bel librone di quelli leggeri leggeri che mi guarda, ma non mi avrai mio caro, no, non mi avrai, vincerò io, ti prenderò, ti leggerò e non ti darò la soddisfazione di abbattermi.
Lè.
October 13 notteE così, arrivo a casa alle 3, dopo una serata strana ma intensa e bella. E mi metto a mandare Curriculum. E' ora di lavorare.
Da domani inizia la nuova vita in casa: una novità che di chiama "emergenza".. si vede che per Qualcuno URGEVA VENIRE A DISTURBARCI! October 10 Uno stronzo mercoledìTed sbattè la portiera con violenza. Era irritato. Come potevano dargli una notizia del genere, così senza preamboli, vomitargli addosso la distruzione della sua vita- come puntargli addosso una pistola e sparare-? Si appoggiò alla macchina e si accese una sigaretta. Tre tiri veloci e pieni. Era una notte tranquilla, la notte tra Martedì e Mercoledì, la notte che preferiva, la notte in cui lavorava di più. Ma quella notte no. Quella notte non avrebbe ucciso, distrutto, violentato, riempito i culi di cotone e vestito di rosa le sue vittime. No. E forse non l’avrebbe più fatto. Si voltò, abbassando la testa per guardare all’interno del suo maggiolone giallo. “Cazzo.” Altri due tiri e buttò la cicca per terra. Sputò. Cosa ne avrebbe fatto ora della pasta che aveva impastato per tutto il giorno? Cosa del matterello, dei chili di cotone, dell’enorme fallo di gomma che usava per scaccolarsi? Un’immensa tristezza lo prese. I suoi pensieri erano tutti concentrati su di lei. Le sue cassate preparate con ignari cittadini, le sue mutande della nonna, il suo fisico da hobbit. E tutto era successo per lei, cazzo. Guardò l'orologio: era già mezzanotte. Era già Mercoledì 10 Ottobre. “Auguri Martina...” Gli usci a denti stretti. E una lacrima gli solcò il viso.
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